Izzy Lindqwister – Pyjama Party

 Ah i francesi e il loro rotacismo, i loro modi di dire buoni per ogni situazione, il fascino irresistibile e l’aria decadente e noir delle loro pellicole. Anche se sei nato a Stoccolma il freddo della Svezia nulla può contro lo strapotere del fuoco parigino. È proprio ciò che è successo a Izzy, giovane artista fresca di un ep di sei brani, fatto di voci e chitarra acustica nell’opener 30 Days che ci catapulta in un modo ovattato e dolce.

La voce, filtrata e potente, è il punto di forza assoluto di Izzy, ricorda un po’ la dirompente Beth Ditto, a volte assume la velata tristezza di Cat Power proponendo brani che variano molto l’uno dall’altro conferendo all’album una disomogeneità penalizzante.

In ordine si va dal buon reggae di Ready And Steady alla ballata intima dì apertura infilando in mezzo Les Gentes Sont Fous Les Temple Sont Flous il meno riuscito del lotto. Il suo opposto è invece SoLo, brano conclusivo che mischia psichedelia, melodia e pop in una ballata davvero interessante.

In soldoni attendiamo Izzy al varco, una prova sulla lunga distanza ci darà la possibilità di esprimerci definitivamente sulle sorti di questa cantautrice che dovrebbe, condizionale d’obbligo, concentrarsi su una maggiore coerenza stilistica delle composizioni.