Jet – Shine On

Jet – Shine On

Sono rimasti in pochi oggi, in questo 2006 dalle mille risorse, a sottrarsi alle tentazioni dell’eletronica e a rimanere fedeli ad un Rock ‘n Roll d’annata, rude e genuino allo stesso tempo. Tra coloro che, evidentemente, non scordano gli insegnamenti degli anni ’60 e ’70 sicuramente figurano gli australiani Jet. I fratelli Nic (chitarra e voce) e Cris Cester (batteria e voce) danno il nome alla band prendendolo in prestito da un celebre brano dei Wings di Paul McCartney; tuttavia, pur allineandosi per ispirazione anche alle dolci melodie al baronetto liverpoliano, le loro maggiori influenze le traggono soprattutto dal rock dei Rolling Stones e da quello degli Ac/Dc. Le porte del successo le apre nel 2004 il fortunato “Get Born”; da li in avanti saranno rose e fiori. Se li aggiudica la Elektra, del gruppo Warner, che ingaggia per loro il produttore Dave Sardy, già al lavoro con artisti del calibro di Marilyn Manson e System Of A Down. Ora i ragazzi sono tornati con quattordici tracce nuove di zecca contenute in “Shine On”, il loro secondo (e per questo difficilissimo) album. Il disco mescola sapientemente melodie e arrangiamenti eleganti (Kings Horses) che ricordano i più ispirati Beatles a tracce più tirate e chitarristiche (Put Your Money Where Your Mouth I) dove la voce di Nic si fa graffiante e struggente. E’ questo che in fondo caratterizza questa giovane realtà. Il gruppo di Melbourne è una delle formazioni più eclettiche e trasformiste che circolano in questo periodo. Stupisce la facilità di trasformazione per la voce di Nic. Nella traccia che dà il titolo al lavoro (Shine On) si traggono elementi di struggente romanticismo conditi da momenti di toccante nostalgia (i cori danno al pezzo un senso di forte coinvolgimento). A ricordarci che si parla soprattutto di Rock’ n Roll arrivano le chitarre di Come On Come On. Soli strafottenti e arroganti si assestano su un tappeto ritmico dalla potenza sostenuta. La potenza devastante di un Punk – Rock da strada travolge l’ascoltatore con le note di Rip It Up, carica d’energia (le chitarre lasciano per una volta la scena alla batteria, vera protagonista del pezzo con un martellante e incessante lavoro di rullante). Se non essere al passo con i tempi in quanto a elaborazioni informatiche dei pezzi e ad utilizzo della post produzione significa sfornare dischi freschi e autentici come questo, allora che si facciano avanti le band che suonano in garage; il successo e la vena creativa dei Jet sono da esempio.