Joan as a Police Woman – To Survive

Joan as a Police Woman – To Survive

Dopo appena due anni di silenzio dal fortunato REAL LIFE, la newyorkese Joan Wasser, in arte Joan as policewoman, ritorna con questo interessante TO SURVIVE. La sua miscela di “musica soul americana”, come ama definirla, si evolve in questo secondo lavoro tingendosi di un raffinato pop, ora vicino alla minimalista Beth Orton (Holiday, To be loved, Hard white wall, Magpies) ora al più orchestrale Rufus Wainwright, che la accompagna nella splendida “To America”.
L’unicità di questa talentosa polistrumentista si manifesta però nelle dilatate ballate pianistiche, già marchio di fabbrica del precedente REAL LIFE.

Trovano così spazio nel convincente TO SURVIVE varie gemme dalla scarna bellezza. Esemplare è il brano d’apertura “Honor wishes”, dove la discrezione del piano e della batteria servono ad esaltare la soffice voce di Joan che si dilata lentamente fino al lunghissimo sospiro finale.
L’atmosfera si fa più cupa con la sofferta “To be lonely” che, forte di un intro volutamente stentato, si apre dolcemente col passare delle note, svelando il sorriso nascosto dietro le lacrime, il sole celato dalle nubi. “Start of my heart” fa della lentezza la sua arma vincente e riesce nell’intento di fissare nell’ascoltatore una successione di immagini in slow­-motion.

“Furious”, unico episodio ritmato del disco, è per “TO SURVIVE” quello che “Cristobel” era per REAL LIFE, anche se la timida sperimentazione elettronica si rivela molto meno efficace dello sfogo chitarristico del vecchio brano. Con “To survive” Joan torna sui propri passi e racchiude in poco più di 5 minuti una struggente ballata per piano e voce che tocca nel profondo, preferendo le carezze ai graffi.

TO SURVIVE accredita di fatto Joan Wasser come una delle più convincenti cantautrici in circolazione, un’artista capace di toccare l’ascoltatore solo con la sua voce e di trasformare in splendida musica una terribile esperienza come la morte della propria madre.