Junkfood – Transience

È una fusione evanescente e fugace di sonorità quella dei Junkfood, che sfuma in un sound difficile da catalogare e capace di filtrare una musica strumentale adamantina e dilatata attraverso la sapiente commistione di suggestioni sonore. Avant e free jazz, mathcore, elettronica, post-rock etereo e acida psichedelia popolano l'album Transience, come spiriti espansi in grado di contrapporsi ecletticamente tra di loro. Simmetria e difformità, inquietudine, rarefazione, quiete e fragore acustico si muovono all'interno del disco, tra icone filmiche retrò e visioni d'avanguardia.

Chitarra, basso e batteria cavalcano il suono accompagnati da erudite melodie di tromba e da quattro device elettronici. Nell'album convivono così deflagrazioni ieratiche (Exodus), ruvide dissonanze (Aging Hippie Liberal Douche), acescenze timbriche (Wrap you in Plastic) e languidezze compositive (Ambiguos Dancers). Un bel disco fatto di espansioni ritmiche sapientemente ponderate, linfatiche e vibranti al contempo, e di un interessante sperimentalismo musicale ben strutturato, nonché carico di una ventata di puro "esistenzialismo" acustico.