Kadavar – Kadavar

Kadavar – Kadavar

Non c’è un attimo di tregua nell’esordio dei giovani Kadavar. La band – un bel quartetto votato al death metal senza compromessi – mette sul tavolo quaranta minuti tirati, dalla buona carica emotiva e indirizzati a un pubblico voglioso di vibrazioni autentiche.

Le loro derivazioni stilistiche vanno rintracciate nel sacro ceppo dei Carcass, si ascolti in tal senso “Global Collapse”, ma i ragazzi riescono a disimpegnarsi dal ruolo di semplici cloni. “Kadavar” si sviluppa attraverso nove pezzi che, fin dall’open-track “From Flesh To Sorrow”, prendono per il collo l’ascoltatore senza mollarlo un secondo. La conclusiva “Mirror of Lies”, eseguita in solo dal chitarrista Luca Braggion, sembra essere un po’ fuori dal contesto, ma ugualmente intrigante. Nell’insieme, la band sceglie di tenere il suono sempre molto compatto, granitico, senza concedere troppo spazio agli slanci solistici che ne snaturerebbero l’essenza.

L’album, pur sfiorando i soggettivi confini della monotonia, si rivela esplosivo, grazie anche a un andamento ritmico tellurico (il drummer Davide Bacchetta ha venduto l’anima a chissà quale demone, ne siamo certi) e alla voglia incontrollata dei Kadavar di suonare senza risparmiarsi. Biglietto da visita niente male e da conservare in attesa di nuove, e speriamo altrettanto interessanti, occasioni.