Kaiser Chief – Employment

Kaiser Chief – Employment

Quattordici filastrocche che si incollano al cervello. “Employment”, il primo album di questi cinque giovanotti di Leeds, scorre via come acqua fresca sorseggiata in una calda domenica d’agosto. Siamo di fronte ad un disco di giovane pop-rock sorretto da gustose strizzatine d’occhio all’elettronica. Il tutto incastonato sapientemente da coretti ben confezionati e folate di chitarre fragorose. Buon album, non molto vario certo, ma per questo forse più organico e coinvolgente. Un disco capace di liberarti dalla pesantezza di tutti i giorni per cullarti, più scanzonato, in un mondo alternativo. La prima traccia, Everyday I Love You Less And Less colpisce per la voce beffarda e aggressiva allo stesso tempo che garantisce al pezzo una sorta di ambiguità fascinosa. Dodici tracce, tutte potenziali singoli; brani come You Can Have It All o Team Mate mostrano un meschino procedere che ti prende alle spalle e contro il quale rimane ben poco da fare. I Predict A Riot rappresenta il momento migliore del disco. Il suo power pop ricorda i Fuzztones degli anni migliori. Oh My God e Born To Be A Dancer sembrano invece uscite dal cilindro dei Madness. Saturday Night e Na na na na naa rappresentano il lato più “Modern Life is Rubbish” del disco, concretezza pop miscelata ad una sana ed incosciente irruenza: beffardi e scanzonati come i Blur di una volta. La formula vincente l’hanno trovata: emozionare e divertire come una band pop che si rispetti dovrebbe fare.