Kasabian – West Ryder Pauper Lunatic Asylum

Kasabian – West Ryder Pauper Lunatic Asylum

Scostanti. I Kasabian sono dei ragazzacci pieni di idee e voglia; tuttavia il loro ultimo disco, il tanto atteso “West Ryder Pauper Lunatic Asylum”, convince solo a metà. Si tratta infatti di un lavoro che promette bene, con le prime tracce caratterizzate da uno Psych Rock a metà tra i Primal Scream e i Rolling Stones. Peccato che la band si perda poi in una ricerca sperimentale che suona piuttosto forzata e mal calibrata.

La seconda parte del lotto infatti si perde letteralmente nella ricerca di un sound tanto vintage quanto fuori luogo rispetto alle prove tecnicamente brillanti di cui sopra. La band di Leicester, che prende il nome da Linda Kasabian (un membro della setta di Charles Manson), si fa dunque apprezzare per le chitarre alcoliche di Underdog e per le digressioni strumentali di Swarfiga (un gran bel pezzo psicologicamente instabile, teso tra ultime idee proposte da Chemical Brothers e Oasis) ma un po' meno per il rock da party di Take Aim e i cori anni sessanta di West Ryder Silver Bullet. Non sappiamo se sia stato un bene lavorare con il produttore Dan The Automator (Gorillaz) che in questo disco inserisce prepotenti beat ed effetti in maniera quasi invasiva.

Il loro primo disco, omonimo, esce nel 2004. Il buon successo di pubblico e critica porta la band in tour in tutta Europa, dove il loro stile (un buon incrocio tra rock anni Sessanta/Settanta e l'elettronica da rave party) fa di loro una delle principali band emergenti di quell'anno. La seconda prova, “Empire”, esce nel 2006 e segna una svolta verso sonorità più alla moda. Chiaro dunque che il terzo disco si aspettasse con una certa curiosità: a questo album il compito ingrato di chiarire una volta per tutte le sorte di una delle band più interessanti del panorama inglese.

Un ascolto attento non riesce tuttavia a svelare l'arcano: la formazione britannica, a nostro avviso, dovrebbe scegliere una strada e buttarvisi a capofitto, forte di una capacità compositiva al di sopra della media ma ancora indecisa per quel quel che concerne sound e identità