Keane – Under The Iron Sea

Keane – Under The Iron Sea

Una musica soffice e impalpabile, per palati che amano la dolcezza e non se ne vergognano affatto. I Keane di Tom Chaplin, giunti alla fantomatica prova del secondo album, non deludono le grandi aspettative di pubblico e critica (i ragazzi hanno confessato di essere arrivati quasi allo scioglimento per la tensione che aleggiava nello studio di registrazione). In effetti dare un seguito al fortunato “Hopes and Fears” (cinque milioni di copie vendute, tra spot ed emittenti radiofoniche) non era facile. Ma, dicevamo, “Under The Iron Sea” non si discosta molto dal potenziale espresso nel primo capitolo della formazione inglese. Il disco parte in stile dimesso, quasi tetro (Atlantic). L’elettronica viene qui utilizzata per immergere l’ascoltatore in una dimensione di abbandono, di non luogo. Nothing in my way è invece la canzone che Chris Martin non riesce più a scrivere da quasi quattro anni: un quadro in cui ci si abbandona facendosi cullare teneramente dal suono morbido del piano elettrico e della sei corde (il tutto accarezzato appena dalla voce calda e rassicurante di Tom Chaplin). In Leaving so soon? appaiono le prime idee che stuzzicano le menti più vivaci: una sezione ritmica in forte evidenza, stride felicemente con melodie vocali di Beatlesiane memoria. Gocce pianistiche condiscono un’altra perfetta Pop-song che troverà senz’altro spazio tra le emittenti di tutto il mondo (quando arriva il ritornello, cantato a squarcigola, non si fa poi tanto difficoltà a immaginare uno stadio in delirio). A bad dream, d’altra parte, è bellissima negli arrangiamenti (ben curati ed eleganti) tanto da lasciarti nell'intimo un gradevole senso di pace. Il tutto si discioglie nelle atmosfere Pop di Is it any wonder?. Un motivetto piacevole si divide tra armonie fascinose e idee pianistiche cariche di attrattiva. Non serve molto di più in effetti perché un disco convinca; forse solo il tempo ci potrà dire a questo punto se l’Inghilterra ha sfornato un altro gruppo (l’ennesimo) capace di ipnotizzare il mondo con la forza di melodie geniali e di effetto; l’impressione comunque è che i ragazzi sappiano anche suonare benino e che sfruttino questa capacità con trovate piuttosto originali.