Keep Out – See It Through

Keep Out – See It Through

Un'oscurità che avvolge. Fin dalle prime note ci accorgiamo di essere di fronte ad un gruppo che fa della passione per la notte il proprio credo artistico. Ne deriva un album che mostra sicuramente una certa coerenza artistica e che viaggia tra un Metal dal sapore alternative (in cui confluiscono copiosi elementi Grunge, Trash e Prog).

Un bel calderone in cui spicca la voglia dei Keep Out di ben figurare, tra riff granitici e isole strumentali di assoluto valore (si veda la gemma The Looser, interminabile successione di potentissime idee elettriche, con un finale dalla straniante bellezza ipnotica).

“See It Through” è un disco che fa riaffiorare alla mente molte delle band che hanno segnato la storia del Metal degli ultimi anni. La sensazione di mancanza di punti di riferimento che spesso la musica della formazione italiana propone richiama, per certi versi, le soluzioni sonore di alcuni pezzi dei Tool, mentre la tenacia con la quale le chitarre si aggrappano alla sezione ritmica dà lustro alle scosse elettriche di band come Nirvana e Soundgarden.

L'esordio della band pescarese pone dunque le basi per una carriera che fa ben sperare gli appassionati e che emoziona i nostalgici. L'Italia ha certamente bisogno di produzioni così eleganti e raffinate (dal punto di vista stilistico, il tocco che Andrea Di Giambattista e Francesco Di Florio offrono in cabina di regia a Sputnik non ha nulla d'invidiare alle architetture d'oltre oceano).

Per quanto riguarda il cantato, un plauso particolare va a Alessandro di Fabrizio (impegnato anche alla chitarra) capace di alternare con sapiente decisione momenti rabbiosi ad altri più raccolti e delicati, in cui la notte più tetra sembra lasciar spazio al tepore della luce lunare.