Knopfler, Mark – Get Lucky

Mark Knopfler – Get Lucky

Il calore di una chitarra può scaldare il cuore. Se poi quella chitarra viene suonata con l’eleganza e la maestria del signor Knopfler il discorso assume un valore del tutto particolare. La carriera di questo eroe delle sei corde è costellata di successi planetari e intuizioni degne di un grande maestro; prima con i Dire Straits e poi in versione solista, la sua musica ha sempre interpretato con sapienza la dolce passione per un Rock macchiato da influenze nemmeno tanto velate.

Giunto al sesto disco in studio (per quel che concerne la sua fase solista), Knopfler sforna una serie di tracce che mostrano un cuore e un’anima davvero raffinati. Prodotte in maniera impeccabile, le undici tracce del lavoro mostrano un filo conduttore ben rintracciabile, costituito da un sound che strizza l’occhio a certo Blues pianistico (You can’t beat the house ci riporta ad inizio ‘900), a certo Folk acustico in stile Fairport Convention (Before gas and tv ci mostra il lato più passionale del chitarrista inglese, che ci delizia con passaggi d’arco davvero emozionanti).

Anche questa volta il valore aggiunto, da valutare attentamente e dopo diversi ascolti, risulta essere la tecnica di Knopfler; ogni nota suonata dal chitarrista, sia in acustico che in elettrico, risulta il frutto di una passione per le sei corde che passa per una dedizione e un’attenzione per i dettagli che si rispecchia in un risultato davvero impeccabile. Il disco suona la sua delicata sinfonia cavalcando le intuizioni pianistiche e chitarristiche di uno dei personaggi che più ha dato al Rock inglese e mondiale da circa trent’anni a questa parte. Chi scrive consiglia “Get Lucky” non solo a chi amava i Dire Straits, ma anche e soprattutto a chi ha deciso di confrontarsi per la prima volta con la versione solista di Mark Knopfler, un Blusman che scalda il cuore a suon di melodie tenere e passionali e soli taglienti e disarmanti.