Kosovni Odpadki – Bye Bye Bombe

Kosovni Odpadki – Bye Bye Bombe

L’altra faccia della globalizzazione. “Bye Bye Bombe” è il primo album dei Kosovni Odpadki, progetto che getta uno sguardo al mondo ondeggiante e globalizzato. Gorizia ed il Friuli il punto nevralgico da cui parte quest’analisi dettagliata. Una terra di frontiera, dove da sempre si incontrano in maniera culturalmente stimolante popoli e mondi molto diversi tra loro. Nel disco dunque la musica diventa terra di scambio e di passaggio mentre le parole accompagnano l’ascoltatore tra le storie di vecchi poeti friulani, sloveni e italiani. Liriche e arrangiamenti musicali si coordinano in un gioco continuo che mescola lingue e costumi, il tutto fuso da una sorta di word punk music. I Kosovni Odpadki sono Mauro Punteri (voce e chitarra acustica), Leo Virgili (tromba, trombone, chitarra elettrica e voce), Davide "Virus" Drius (fisarmonica e voce), Jvan Moda (batteria, percussioni), Oscar "Calendula" Schwander (basso elettrico), Adriano Coco (violino e voce), Michele Bregant (sax tenore e clarino). Bye Bye Bombe, cantata in friulano, è ispirata al poema beat “The Bomb” di Gregory Corso. Musicalmente è costruita attorno ad un rock riflessivo e graffiante che ricorda i Litfiba anni ’80 (le linee melodiche disegnate dalla fisarmonica e dai fiati stridono in maniera impeccabile con l’atmosfera granitica eretta attorno alla sezione ritmica). Lo sloveno fa la parte del leone in Lidi ma caje (storia di resistenza di una donna partigiana morta nei pressi di Gorizia). Il punk-rock che trasuda dalle chitarre distorte si mescola con ritmiche Ska e atmosfere di festosa allegria; il tutto viene assimilao da un senso di psichedelica confusione che disorienta e diverte l’ascoltatore. Un disco di racconti dunque (il viaggio disperato di un clandestino viene raccontato in serbo-croato da Balkan Express), dove non mancano i momenti di riflessione sulla triste quotidianità (Ciganski Bobici ha come protagonista il nostro Cavaliere). Se queste sono le idee e le emozioni che si possono incontrare tra i cassonetti (Kosovni in Sloveno sta per cassonetti), allora ben vengano sporcizie e immondizie varie. “Bye Bye Bombe” è un lavoro fatto di canzoni da cantare e suonare (cosa per nulla da sotovalutare) ma in fondo rappresenta di più: è uno specchio d’emozioni in cui la musica e le parole fanno da tramite tra il cuore di chi scrive e quello di chi ascolta.