Lacuna Coil – Karmacode

Lacuna Coil – Karmacode

Capaci di conquistare a suon di numeri gli States (450,000 copie vendute del precedente Comalies), gli alfieri del gothic-metal di casa nostra, sembrano godere finalmente della giusta attenzione anche in Italia. Karmacode è la splendida conferma del loro indiscusso talento. Più sofisticato e compatto del precedente, grazie sopratutto all’abile produttore Waldemar Sorychta, il sesto lavoro della band milanese rivela una maturazione decisiva nel sound e negli arrangiamenti. Tredici brani impeccabili, potenti cavalcate sonore, impreziosite dalla eterea ed evocativa voce della bellissima cantante, Cristina Scabbia. Chitarre impazzite e riff micidiali, unione superba tra l’aurea malinconica e cupa, che regna sovrana nelle atmosfere della band, e il metallo più rombante. Splendida alchimia quella che lega la voce viscerale e cavernosa di Andrea Ferro ai cori barocchi della Scabbia, nell’inizio esplosivo di “Fragile”, nella misterica “You Create” e nello scoppio dirompente di “What I See” (brano che riporta alla mente le sonorità dei migliori Korn). Spettrali e suggestive sono la regale “Invisible Light” e la tormentata “Without Fear” (unico pezzo cantato in italiano), i brani più melodici dell’album. Meno pretenzioso di tutti è invece il singolo “Our Truth” (inserito nella colonna sonora di “Underworld:Evolution”), a cui è doveroso affiancare anche la modesta e scialba “Closer”. A chiudere una riuscitissima cover (e non è da tutti) di “Enjoy The Silence” dei Depeche Mode, ciliegina sulla torta di un album solido e convincente che conferma i Lacuna Coil come una delle realtà più sorprendenti della scena gothic-metal europea.