Ladytron – Velocifero

Ladytron – Velocifero

Avanza come un treno che non conosce fermate il nuovo lavoro dei Ladytron. “Velocifero”, quarta fatica sulla lunga distanza, propone una band più che mai decisa a scalare le vette dell’electro wave dei giorni nostri, coinvolgendo – e in diversi momenti travolgendo – chiunque si trovi davanti alla propria strada.

I Ladytron sviluppano un sound basato sull’elettronica corposa, sia nelle basi che nelle melodie artificiali, impreziosita e ingentilita dalla voce intrigante della scozzese Helen Marnie. In cabina di regia Reuben Wu e Daniel Hunt sembrano non aver smarrito la confidenza con le atmosfere vibranti, cosicché dalle loro menti scaturiscono tredici brani che filano che è un piacere.

“Black Cat”, cantata in lingua bulgara dall’altra vocalist Mira Aroyo, risente positivamente delle frequentazioni on tour dei Ladytron, in particolar modo quelle recenti dei Nine Inch Nails, mentre brani come “Ghosts” sono il classico esempio di pop elettronico concepito con classe autentica, capace d’emanare una freschezza tale da fare invidia alla puzzola della Vigorsol. Ma “Velocifero” esplora con decisione anche i campi più intriganti e fascinosi del dark (“Season of Illusions”); senza, ovviamente, tralasciare la lezione degli anni Ottanta (“I’m Not Scared”) che affiora in più riprese come radice distintiva del suono dei Ladytron. Suono che si è ispessito, fatto più sicuro e che segna in maniera inequivocabile un’ascesa che sembra non conoscere confini visibili.

Disco di valore, elettronico sì, ma con le carte in regola per appassionare anche gli allergici alle sonorità sintetiche.