Lali Puna – Faking The Books

Lali Puna – Faking The Books

Per la maggior parte del pubblico c’è bisogno di una piccola ricerca o qualche informazione in più, per gli appassionati di elettronica stiamo parlando di un gruppo cardine del settore da almeno un decennio: Lali Puna.
Faking the books è il loro terzo lavoro, a detta di molti il più apprezzato assieme al precedente Scary World Theory.
I Lali Puna vengono dalla Germania, la patria di un certo filone d’elettronica: sfaccettature pop, lunghi fraseggi musicali, introduzioni placide, voce glaciale sempre un po’ “sotto” rispetto il sound del gruppo.

Mi preme ricordare che moltissimi musicisti della scena “indie” hanno preso spunto dalle sonorità dei Lali Puna, uno su tutti è Greenwood dei Radiohead! Non è una leggenda che la band britannica sia stata parecchio influenzata dai Lali Puna in occasione dei loro lavori più “intro” come Kid-A o Amnesiac.
Faking with the books è un album d’atmosfera d’accordo, magari non come i precedenti, forse è il più “radiofonico” della band. I brani si spostano da un’elettronica in stile Notwist (Small Things) a quella in stile Boards of canada (People I know). Ma, ascoltando attentamente l’album, i paragoni ed i richiami con altri gruppi rischiano di sprecarsi e possono far solo confusione: diciamo che in pezzi come B-movie, Call 1-800 FEAR e Micronomic danno all’album una precisa sonorità che spesso ha azzeccati momenti di new-wave.

La voce delicata di Valerie Trebeljahr è esteticamente perfetta e sembra fatta apposta per un album del genere.
Il risultato finale di Faking the Books è un concentrato di melodia con distorsioni e disturbi della stessa creati ad arte dai Lali Puna. Un disco di elettronica che forse è meglio etichettare come pop contemporaneo: quando avete qualche lavoro da sbrigare e volete farlo di notte, nella vostra stanza, in assoluta quiete, ecco il disco che fa per voi.
Un peccato non ascoltarli…