Lane, Lana – Red Planet Boulevard

Lane, Lana – Red Planet Boulevard

Imbrattato di colori. Così si presenta l’ultimo disco di Lana Lane. Fin dalla prima volta in cui tieni tra le mani “Red Planet Boulevard” e ti tuffi nei colori che amabilmente ti offre la copertina, ti rendi conto che sarà un viaggio musicale piuttosto gradevole e dalle tinte rilassate.

A conferma della sgargiante illustrazione che accoglie l’ascoltatore, arriva poi un Hard Rock dalle atmosfere dilatate e rilassate, in cui regna sovrana la voce calda e avvolgente della Lane e la chitarra scintillante di Peer Verschuren. Se amate certo Rock sinfonico e se le atmosfere magniloquenti vi trasportano piacevolmente in vaggi cosmici dalla durata indefinita, allora questo disco fa davvero al caso vostro. La logica con la quale il lavoro viene costruito da moglie e marito (il produttore Erik Norlander è felicemente sposato con la Lane) è abbastanza semplice (ma efficace): melodie soffici ed accattivanti che scivolano dolcemente tra gli acuti della Lane (The Frozen Sea) mentre le sei corde si lasciano coinvolgere in giochi frizzanti e stravaganti (Capture The Sun).

Molti sono gli spazi strumentali che invadono piacevolmente il disco, regalando all’ascoltatore delle vere e proprie porte per un universo parallelo, un universo allegerito dal tepore di tastiere mai invasive (ma sempre presenti) e da cori celestiali che regalano alla scena un qualcosa di onirico. Non mancano elementi raccolti e intimistici (Lazy Summer Day), costruiti con cura attorno ad un utilizzo (molto limitato a dir la verità) dell’elettronica e di tecniche di sovraincisione molto ben utilizzate.

Un calderone di elementi diversi tra loro, incastonati come detto in tinte mai invadenti e abbastanza originali che fanno del disco un buon elemento di svago e un delicato compagno per chi tra l’oscurità della notte avesse voglia di viaggiare con la fantasia.