Lemonheads – The Lemonheads

Lemonheads – The Lemonheads

Lunghe pause, collaborazioni che non fruttano come dovrebbero; insomma, il pericolo che l’artista si arruginisca è sempre dietro l’angolo. Eppure il nuovo album dei Lemonheads, il primo dopo dieci anni di pausa, non sfigura affatto. Evan Dando partorisce un disco di Punk-Rock fresco e divertente. Come non sottolineare poi la partecipazione di nomi del calibro di J Mascis (Dinosaur Jr) e Tom Morgan (collaboratore del gruppo fin dai tempi di “It's A Shame About Ray”). The Lemonheads è una sigla che fu in principio utilizzata da Evan Dando per musicare le sue ansie e i suoi disagi adolescenziali. Non sono tuttavia i primi lavori che hanno innalzato i Lemonheads a eroi generazionali. La sensibilità artistica della formazione infatti sterza in maniera decisa all'inizio degli anni '90 con “It's A Shame About Ray”. Nel 2005, Evan Dando riesuma la sigla per un tour assieme al bassista e al batterista dei Descendents. Dopo il tour la compagine si chiude in uno studio di registrazione in Colorado, dando alla luce frasi notevoli e giri di chitarra che lasciano il segno. J Mascis ci regala assoli taglienti e arroganti, valorizzando in maniera decisiva il disco. In verità il suono della formazione americana non è poi così dissimile da quanto eravamo abituati a sentire in passato: brevi e semplici canzoni pop arricchite da melodie ultra-fascinose e dall’energia delle sei corde. Black Gown è una cavalcata Punk che ha tutte le caratteristiche per entrare in testa in maniera invasiva. Become The Enemy è una bella ballata elettrica in cui l’atmosfera si addolcisce rispetto al resto del lavoro mentre PoughKeepsie è la traccia che non t’aspetti, quella che ti lascia spiazzato. Un intro costruito attorno ad arpeggi dal sapore vagamente psichedelico avvolgono la voce di Dando in un caldo abbraccio. Sembra proprio che la minestra riscaldata questa volta non sia poi da buttare.