Lou Reed / Metallica – Lulu

Non basterebbero 10.000 battute per recensire questa piece teatrale (composta dal tedesco Frank Wedekind) che, vista dagli occhi dei Loutallica, diventa una creatura fatta di materia rock palpabile, un concept mastodontico che ha il peso della materia stellare.
Non ci dilungheremo tanto da annoiarvi con tutte le fisime di un recensore, anche perché la vostra pazienza sarà già messa a dura prova dal disco in questione, ma ci limiteremo a descrivere gli aspetti più interessanti e i punti deboli del disco.
La storia dovreste conoscerla già: in occasione del venticinquesimo anniversario della Rock'n'Roll Hall Of Fame Lou Reed sale sul palco insieme ai Metallica. I due piccioncini s'innamorano e dopo un corteggiamento corposo si rivedono in aprile e avvinghiandosi come due corpi tesi dallo spasmo del coito danno forma a Lulu.
Come succedeva in alcuni vecchi pezzi dei Metallica,Lulù si apre sulle note della chitarra acustica ma invece della voce di James Hetfield, qui relegato al background, ecco spuntare il talking acido di Lou Reed (Brandenburg Gate).
Qual è la novità, il vero motivo per cui fra questi due giganti è scoppiata la scintilla che ha permesso la fusione?
Potrebbe essere stata la voglia di studiarsi da vicino e di suonare punk, o semplicemente la regola per cui due opposti (che poi molto opposti non sono) si attraggono.
È come se l'ex leader avesse scelto di confrontarsi con qualcosa che al tempo stesso lo affascina e lo spaventa.
I Metallica dal canto loro riducono la velocità di crociera basandosi su una serie schiacciante di accordi ossessivi su cui, lentamente, la voce di Reed torreggia in modo quasi tirannico.
E i Metallica in tutto questo?
Kirk si dimentica degli assoli, la voce di James si affaccia raramente, mentre solo le rullate, anche troppe, di Lars combattono contro l'ugola devastata di Lou.
E così, fra i suoni di questi Metallica denaturati, si muove il buon vecchio Lou(lù) concentrato sul sangue che scorre da lame affilate, su culi invitanti, sulla puzza dell'odio e del dolore, frustrante e insopportabile, di uno stupro.
Ascoltare Reed è come osservare il negativo di una sua foto che permette di vedere solo alcune parti, mentre per quanto concerne i Metallica li si può facilmente immaginare mentre scendono dal loro olimpo personale diventando a loro volta un piedistallo su cui porre Reed.
Superato l'impatto devastante e l'inaspettata collisione fra due stili, ciò che appare micidiale è l'approccio delirante di Lou proiettato verso la disintegrazione di ogni forma.
Lo possiamo ascoltare mentre salta passaggi, entra in controtempo, ritarda e anticipa su una struttura marziale che ne permette però il deragliamento.
I Metallica sembrano una band spalla che sottostà alle regole dettate dal metronomo, lasciando che la follia lucida di Reed devasti tutta l'opera (Frustation).
In pochi passaggi molto veloci ci sono semi riconoscibili dei lori stili, mimetizzati ma visibili, mentre le atmosfere sono quasi sempre claustrofobiche, cupe. Reed armato di vanga scava nei meandri della città (o della sua mente), lasciando che il marcio torni a contatto con l'ossigeno e porti il suo puzzo per tutta la città.
Di tutto si può accusare Lulù tranne di sembrare un'operazione commerciale; l'incontro fra i due mastodonti non ammicca assolutamente al pubblico, anzi scoraggia i fan di ambo le fazioni eliminando la melodia, massacrando il formato canzone e riducendo ai minimi storici gli stilemi a cui i due dinosauri ci hanno abituati negli anni.
Una notevole mole di polemiche accompagna questa uscita che, come spesso succede, divide critica e pubblico fra chi urla al capolavoro e chi alla cagata pazzesca.
Noi pensiamo che la verità stia in mezzo, Lulù è un'opera visionaria a tratti geniale ma che soffre di lungaggini, passi falsi e goffaggine di alcuni passaggi che a lungo andare diluiscono la qualità del disco.
Proprio come la flagranza di un pacco appena aperto che svanisce velocemente dopo qualche minuto, lo stesso Lulù soffre il confronto con la distanza.
Nonostante i testi di fine grana e la potenza visionaria di alcuni passaggi, Lulù vince solo alcune delle battaglie ma non la guerra. Le sue potenzialità contenute in nuce, ma intrappolate fra passaggi non perfettamente a fuoco e durata eccessiva, non le permettono di spiccare il volo con grazia.