Lunatica – The Edge Of Infinity

Lunatica – The Edge Of Infinity

La formula magica che la band svizzera propone ci ha catturato fin dal primo ascolto. Mescolando abilmente le aspre sonorità del Gothic Metal a quelle più snelle e soavi del Metal Sinfonico e del Pop, i Lunatica danno alla luce infatti un lavoro (il terzo di una carriera giovane e promettente) che intrattiene piacevolmente l’ascoltatore. La scintillante voce di Andrea Datwyler ricorda da vicino le esperienze sonore dei più blasonati Nightwish ma “The Edge Of Infinity” va oltre rispetto al solito schema proposto negli ultimi anni dal Metal di origine nordica; brani come Who you are non sfigurerebbero se programmati nell’ambito del circuito radiofonico mainstream (ad emozionare soprattutto l’impeto delle sei corde che rubano la scena alle dolci linee di piano). Il quintetto svizzero, con il prezioso aiuto di Sascha Paeth (già al lavoro con Rhapsody, Kamelot, Edguy e Angar), propone dunque un disco piuttosto originale e vario. La vera perla del lavoro è Song For You, una ballata pianistica che esplode in un tripudio di elettricità tanto solare quanto avvolgente e coinvolgente (John Payne si presta per l’occasione in un graffiante duetto con la cantante della formazione nord-europea). Nella conclusiva Emocean l’ospite è invece Oliver Hartmann, cantante degli Empty Tremor. La voce di Andrea Datwyler mostra qui tutta la sua elasticità, mutando di continuo il suo approccio (per piangere un canto delicato e malinconico). Together è la classica cavalcata Metal (che richiama ad un ascolto più attento le atmosfere fiabesche dei Rhapsody Of Fire e dei Symphonyx). In “Fables & Dreams” ne avevamo captato le potenzialità; ora, con una produzione più attenta e con la voce di Andrea Datwyler più calda e più sicura, siamo di fronte ad una bella realtà, una realtà che può ridare gloria ad un genere che nell’ultimo periodo è apparso piuttosto mal ridotto.