Lynyrd Skynyrd – God & Guns

Lynyrd Skynyrd – God & Guns

La cruda realtà è che i Lynyrd Skynyrd, per come s’intendono comunemente, non ci sono più da un bel po’ di tempo. Detto questo bisogna fare anche un esercizio di coscienzioso svuotamento delle aspettative, dopodiché ci si può mettere all’ascolto di “God & Guns”, un disco (detto senza giri di parole) decisamente inoffensivo.

Undici brani resistibili, intrisi di soluzioni scontate, che si impantanano in maniera irreparabile nelle peggiori sabbie mobili del pop, quelle tutte ritornelli orecchiabili e ballatone strappa lacrime.

Fatta eccezione per qualche episodio. Pochi in verità, ma ci sono. Per esempio la title track – che arriva troppo tardi in scaletta – con i suoi rimandi ai gloriosi anni del passato, fatti di autentica potenza espressiva. Ma anche l’incisiva “Floyd”, forte della voce di cemento dell’ospite speciale Rob Zombie, e la possente “Skynyrd Nation”, ben messa a punto sotto il profilo dell’impostazione timbrica, anche se del tutto rivolta agli amanti dei cori epidemici.

Il resto è materiale trascurabile. Meglio andare alla ricerca di una compilation di qualche anno fa, con dentro i Lynyrd Skynyrd che ci piacevano di più: potrebbe essere un miglior pretesto per una birra al calar del sole.