M.Ward – Hold Time

M.Ward – Hold Time

La marea di Portland ci restituisce 14 brani che fluttuano nell'oceano vocale del cantautore M. Ward. Hold Time (suo sesto album in studio nato a più di due anni di distanza dal più ruvido Post-War) è dolce e salato, tradizionale e contemporaneo allo stesso tempo. M. Ward mischia country, folk e blues reinventando il classico “folk-lore” attraverso sonorità coeve. Ogni composizione gode di una facile, ma mai scontata, leggerezza ritmica e le vibrazioni orchestrali hanno il sapore di una sala da ballo. Da un jukebox fuoriescono dettagliate melodie blandamente retrò e gli eccellenti intrecci strumentali restituiscono una piacevole familiarità uditiva.

Si aprono le danze con la morbida intro For Beginners e poi si procede col saltellante blues-rock Never Had Nobody Like You, in duetto con Zooey Deschanel. È l'invocazione a sorreggere la carezzevole giaculatoria sonora Jalibird che dolcemente sprofonda nella serotina trasparenza della ballata Hold Time. Sempre accompagnato dalla Deschanel è la rilettura country del Buddy Holly di Rave On (scritta da Sonny West, Bill Tilghman e Norman Petty nel 1958. Prima registrata da West, in seguito da Holly).

Una carica fortemente boogie si libera in To Save Me, che vede la partecipazione dell'ex Grandaddy Jason Lytle. One Hundred Million Years è semplice e genuina mentre Stars Of Leo è una cavalcata ritmica. Un caldo alternative-country si leva da Fisher Of Men e Don Gibson rivive in Oh Lonesome Me, impreziosita dall'aspra voce di Lucinda Williams. Poi è la volta del rock con getti di sabbia blues di Epistemology e delle delicate atmosfere cantautoriali di Blake's View. A chiudere questo dolce naufragio di suoni sono Shangri-La e il pezzo strumentale Outro.

Un' album nuovo e primitivo, moderno e antico, attuale e arcaico. Il presente si rinnova assaporando il gusto sapido dei “Vecchi Tempi”.