Maggiore, Giorgio – Oasi di Cemento

Maggiore, Giorgio – Oasi di Cemento

One man band dicono gli americani. L’appellativa calza a pennello ad un artista del calibro di Giorgio Maggiore; il cantautore Milanese sforna (nel 2005) un disco maturo e cosciente delle proprie inclinazioni artistiche. “Oasi di Cemento” viene partorito (in quanto ideato, composto, realizzato e suonato interamente dal buon Maggiore) in nome di una fede nella New Wave più intima e oscura. Le tracce sono state arrangiate e prodotte con cura e trasudano delle emozioni in ogni passo. I testi del resto sono il frutto di una ragionata riflessione sulla condizione interiore dell’uomo e non potevano che essere accompagnate da musiche tetre e armonie particolarmente inquietanti (la traccia che dà il nome all’album si basa su oneste melodie e su un sound tanto elegante quanto affascinante). Il tutto scorre con una certa piacevolezza. L’unico neo? Il conto che la nostra lingua paga alla musicalità. Molti passi, ne siamo sicuri, sarebbero risultati molto più fruibili se in inglese. Per il resto il disco viaggia tra le chitarre rarefatte dei Joi Division (Non mi credi mai ossessiona l’ascoltatore con ritmi incalzanti) e le invenzioni dei The Cure (Quel tempo tornerà è una gemma acustica che brilla tra arpeggi e improvvise accelerazioni chitarristiche), tra passi acustici di rara intensità a onde pianistiche davvero commoventi (Il ritorno a Casa rappresenta il meglio del lotto, incastonata com’è tra melodie semplici e delicate disgressioni al piano). Se autoprodursi significa dare vita ad un qualcosa che ci rispecchia davvero allora ben vengano le Oasi di Cemento che ancora non sono sbocciate.