Magni Animi Viri – Heroes Temporis

Magni Animi Viri – Heroes Temporis

Geniale è chi accosta con successo elementi tanto differenti. “Heroes Temporis” è il primo lavoro della formazione salernitana Magni Animi Viri. Un viaggio verso la scoperta della realtà come illusione. Il mondo classico incontra il Rock; un’orchestra sinfonica (la Bulgarian Symphony Orchestra diretta da Giacomo Simonelli) e una esaltante progressive band danno vita ad un’infiammante opera rock. La fusione di diversi mondi e atmosfere affascina Giancarlo Trotta e Luca Contegiacomo (estrazione classica il primo, Prog il secondo); dall’incontro di questi due mondi nasce l’idea di un’opera rock che possa far convivere voci liriche e pop, arie classiche e ritmiche rock. “Heroes Temporis” è un’opera complessa, incentrata su un viaggio di conoscenza e purificazione del protagonista, che scopre la realtà come illusione. Il viaggio musicale narra appunto la storia di un uomo che, in uno spazio e in un tempo non determinato, riflette sugli avvenimenti della propria vita. In verità egli sta dormendo e tutto ciò che vive è sogno (proposto come maturazione catartica, ovvero come stimolo per una vita nuova). Il messaggio è quello di suggerire l’ascolto di se stessi, di dar voce al muto della nostra anima. Il duo si avvale dell’apporto di grandi professionisti internazionali come John Macaluso e Randy Coven, del giovane chitarrista Marco Sfogli, del tenore Francesco Napoletano (classico e austero) e di Ivana Giugliano (dolce e profondissima). Il lavoro propone soavi armonie che fanno da sfondo alle invenzioni della band. Dal punto di vista letterario la fusione di sentimenti e emozioni contrastanti rispecchia l’ibrida anima musicale dell’opera. In …temporis il protagonista vive la sua prima iniziazione metamorfica tra cambi di tempo in puro stile Prog Metal e momenti di soave distensione (percependo il rifiorire delle forze perdute). L’elegante testo esprime il desiderio dell’uomo di cambiare la propria vita. Altro punto nodale della storia è l’entrata in scena della figura femminile in Finchè. Il pezzo, una struggente e vellutata power ballad, rinnova lo stile del disco, sterzando in ambienti più Pop; da ammirare lo stile degli arrangiamenti e della produzione. Ogni singolo elemento sembra fondersi alla perfezione con l’altro. Bella la convivenza di assoli taglienti e momenti archestrali di rara intensità emotiva. Come un falco riprende lo stile romantico e malinconico dei Rhapsody Of Fire, correndo su tesi sentieri chitarristici (per imbattersi in melodie imponenti e maestose). Testi italiani e latini dal respiro internazionale, un approccio colto e un sound graffiante, grandi melodie e dinamiche rock fanno del lavoro un’opera che farà parlare di sé.