Mascis, John – Several Shades Of Why

Gli anni passano e la voglia di staccarsi dall’amplificazione, a muro, sembra una specie di malattia endemica, da fare in tarda età, contagiosa anche per i rocker più accaniti. A dire il vero John ci aveva già provato ma è con Several Shades Of Why che si denuda completamente affidando alla formula unplugged i suoi nuovi pensieri. La sua voce malinconica, e leggermente roca, si danza sulle esili corde di un’acustica delicata e sognata. Pochi accordi arpeggiati, affiancati dal violino della bella titletrack, ci danno conferma delle nuove coordinate scelte dal capitano. A vederlo muoversi su un terreno che non gli è consono fa quasi tenerezza, il canuto dinosauro sembra essere passato dalla dieta proteica, fatta di muscoli e nervi, a quella vegetariana senza per altro riportare particolare danni. Ciò che si nota è la totale mancanza di una sezione ritmica che mette in evidenza pregi e difetti delle composizioni. Il songwriting risulta stratificato, reso leggero e snello dai due strumenti. Impossibile resistere alla magia scarna di Very Nervous And Love. Tutte le sovrastrutture non sono più affidate ai feedback, o alla somma delle distorsioni, ma armonie vocali raddoppiate, i pochi ritocchi delle chitarre sul tema centrale della melodia compongono un quadro finale dall’effetto magico. La musica viene passata al setaccio, scomposta e sezionata alla ricerca del golden core. Mascis è un musicista navigato, sceglie i suoi compagni di viaggio accuratamente: Kurt Vile, Kevin Drew, Kurt Fedora, Band Of Horses e molti altri. Quest’opera sprizza onestà da ogni solco, ghiotta di regali acustici molto interessanti, fatta per un pubblico rumoroso che sa apprezzare anche il lato più romantico di un’artista che oggi non ha bisogno di dimostrare nulla. Alcuni richiami a Neil Young, più nell’attitudine che nella musica, non fanno altro che impreziosire le 10 tracce del disco. In molti penseranno che alcune delle dieci tracce avrebbero avuto bisogno di un’armatura elettrica che le proteggesse da tanta esposizione, ma Several Shades Of Why ripaga John dell’ardita scelta. Non tutto è da esaltare, le uniche riserve sono legate alla composizione di alcuni brani molto vicini alla creatura madre che senza il supporto dell’amplificazione sembra claudicare ma con molta sicurezza si può affermare che nel prossimo capitolo John sarà capace di affinare la tecnica distaccandosi completamente dai Dinosaur Jr per spiccare definitivamente il volo. Per adesso è un quasi 8.