Metem – Jauna

Metem – Jauna

Chi scrive è fortemente convinto della buona spinta che viene dal cosiddetto underground italiano. La musica che proviene dal basso vanta infatti cuore e cervello che la musica che si costruisce nei piani alti delle multinazionali non sempre ha.

L’album d’esordio dei Metem, l’ottimo “Janua”, è l’esempio perfetto di questa particolare situazione. La forza propositiva di questa formazione italiana è notevole; la formula adottata in questo lavoro oscilla piacevolmente tra un rock agro-dolce e un Pop elegantemente vestito (che basa il suo appeal su una vocazione romantica, mai banale e sempre coinvolgente).

Ai più (soprattutto per i più intransigenti) l’italiano che viene utilizzato per i testi potrebbe destare un qualche tipo di fastidio o diffidenza. E’ bene chiarire subito una cosa: si tratta di poesie prudentemente incastonate in melodie soavi e pacate, che scivolano sull’ascoltatore in maniera estremamente naturale.

La voce riveste un ruolo fondamentale nell’economia del disco. Puerile e gentilmente evocativa, scandisce il battito cardiaco dei vari pezzi, donando ora tranquillità (come nel caso dei dolci arpeggi di Cadi, contenuta nella colonna sonora del film vincitore del N.I.C.E di New York “ Ma che ci faccio qui”) ora energia e voglia di vivere (sovrastando le calde chitarre Indie di Santa Malattia).

L’album esce nel giugno 2007 su etichetta Rai Trade/ Videoradio (distribuito da Self). La scalata per la notorietà è tuttavia rappresentata da altre tappe importanti; tra tutte la finale di Mtv On Stage, contest, organizzato da MTV Network per promuovere la musica emergente italiana. La partecipazione avviene con Sussurro di luce.

“Janua” sprona il rock italiano, arrichendo il sound tipicamente incastonato tra basso chitarra e batteria, di elementi elettronici (guardando alle esperienze già assimilate da band come i Muse o i Radiohead). Vortici chitarristici che si innestano in un tappeto ritmico e in un’attitudine Rock che ricordano le prime produzioni dei Negramaro (soprattutto per quel che concerne i passi di alcuni vocalizzi).

Un disco che non cambierà la storia della musica italiana ma che comunque mostra ancora una volta la bontà e l’originalità di certa nostra produzione.