Metric – Live It Out

Metric – Live It Out

Quando l’Indie Rock sprigiona sensualità. È proprio il caso di metterla in questo modo se si analizzano i lavori dei canadesi Metric (Emily Haines, James Shaw, Josh Winstead e Joules Scott-Key). “Live It Out”, secondo capitolo di una carriera appena al’inizio, regala all’ascoltatore dieci tracce di un Indie-Rock piuttosto gradevole. Quello che colpisce di questo disco è la grande varietà degli elementi che vi albergano (sfuriate Punk che vanno a braccetto con elementi psichedelici e ammalianti).

Al riguardo Empty, la traccia iniziale, potrebbe ben rappresentare lo spirito dell’intero album; nasce tra gli arpeggi di una chitarra delicata e i sussurri di Emily Haines, per poi eplodere in un vortice di chitarre Punk che spazza via ogni eleganza.
In Handshakes sembra di ascoltare i Franz Ferdinand: chitarre veloci come saette ma mai distorte in maniera irritante; il tutto condito da una sezione ritmica tanto ossessiva quanto coinvolgente. A dimostrazione della varietà di idee che hanno a disposizione questi giovani artisti, arriva Too Little Too Late (una deliziosa ballata che mescola elementi Indie ad atmosfere più Pop e seducenti).

Un piacevole contrasto invece risiede alla base degli arrangiamenti di Poster Of A Girl; un cantato frizzante e deciso infatti si impianta su una base sonora piuttosto intimistica e sostenuta (il gruppo strizza l’occhio all’elettronica). Riff di chitarra tento semplici quanto efficaci accompagnano Glass Ceiling, facendo da tappeto sonoro al cantato epilettico di Emily.

La traccia più tirata del disco è però senza dubbio Monster Hospital, sospinta com’è da chitarre sporche e graffianti che ben s’intrecciano con una melodia ruffiana e strafottente. Complice Ending Start, l’atmosfera si fa sognante e sospesa. Il Pianoforte e una chitarra appenna suggerita accompagnano la voce, qui piuttosto malinconica e disperata. Nulla di nuovo all’orizzonte ma di certo un disco che si fa ascoltare senza alcuna difficoltà.