Mice Parade – What It Means to be Left-Handed

Nato come progetto in solo del percussionista Adam Pierce verso la fine dei Novanta, Mice Parade è oggi una realtà capace di unire – in una ricetta originale e di sicuro impatto – sonorità pop e colori dell’Africa, echi di strumenti antichi e suoni di stretta attualità.

“What It Means to be Left-Handed” è stato perlopiù pensato e realizzato nello studio casalingo di Adam in quel di New York City, un posto ben frequentato dove sono spesso di passaggio gruppi del calibro di Animal Collective. L’album contiene tredici brani dove possiamo ascoltare un suonatore di kora (nell’iniziale “Kupanda”), chitarre flamenche suonate dal leader, un songwriting ispirato e mai incline alle mode del momento, l’elettronica sparsa senza esagerare e diverse situazioni dove si alternano riprese di suono minime a momenti di grande impatto, registrazioni analogiche a loop machine.

C’è anche del rock nella tavolozza dei Mice Parade (“Malla Cup”), c’è la cantante swahili Somi con la sua timbrica gentile, ci sono le citazioni colte (Brian Eno, Talking Heads) e – va detto – qualche brano evitabile (“Even”). Nell’insieme una tessitura di rara bellezza ed efficacia, per chi ha voglia di perdersi in un incantesimo.