Miss Chain & The Broken Heels – On A Bittersweet Ride

Miss Chain & The Broken Heels, il richiamo è troppo forte. Già dal nome, l'artista, femminile e rock insieme, accompagnata da quell' "&" che apre il sipario sulla band, come degli instancabili lavoratori guidati dal loro capocantiere. È in quell' "&" che è raccolto il carisma del gruppo, gruppo che si rifà al beat anni '60 mescolato ad un rock'n'roll (o forse stavolta meglio chiamarlo "rock & roll") tradizionalista ed elegante.

Niente a che fare con il rock moderno, intransigente e ribelle, Miss Chain riesce a far rivivere quelle sonorità che prima di ogni cosa hanno valorizzato la melodia della chitarra, dall'epoca del grande Elvis al rock inglese, di quello più acustico, privo di sperimentalismi ed esuberanze sceniche. Scoprire che tutto questo è "made in Italy" è davvero un'incantevole sorpresa, molto vicina a quando scoprimmo i partenopei Curtis Jones & The Gossip Terrorists (anche qui l'immancabile "&"): identico approccio, infinito amore per le voci calde, che stendono al primo ascolto, profonda attenzione ai dettagli sonori, seppur diverso genere. Un insieme di aspetti che solo tutti insieme possono rendere davvero piacevole la proposta musicale di una band.

Compare qualche spiraglio indie ("Mary Anne") ma in fondo questi musicisti hanno una personalità molto più preponderante, molto più aggrovigliata su delle radici storiche che probabilmente già negli anni '80 sarebbero risultate nuove. Le composizioni sono brevi e concise, aspetto che apprezziamo molto, non ci sono parti strumentali nè intermezzi sperimentali. Perchè i Miss Chain & The Broken Heels vogliono arrivare dritti al cuore e ci riescono.