Motorpsycho – Roadwork Vol. 4

Famosi per le loro orge musicali, caratterizzate da live infuocati capaci di andare anche oltre le tre ore, i norvegesi Motorpsycho ogni tanto, e senza una scadenza precisa, amano raccogliere il meglio delle loro esibizioni dal vivo immortalandole in questi Roadwork.
Prolifici e instancabili, capaci di dilatarei pezzi tanto da assomigliare ad un racconto immaginifico prodotto dalla mente di Timothy Leary dopo una dose massiccia di sostanze illecite, i Motorpsycho producono RoadworkVol.4: Intrepid Skronk, primo live con il contributo dell'ossuto, ma massiccio, Kenneth alle pelli.

Si riparte dalla muscolare The Bomb-Proof Roll & Beyond, suddivisa in sottocategorie psichedeliche che non modificano di una virgola l'equilibrio ancora intatto, la magia ancora è viva e il fuoco scalda.
La deflagrante All Is Lonliness, cover dei Moondog che fu del primo Demon Box), dimostra di essere un altro piece de resistance psicotropo, fatto di riff ipersaturi sotto i quali il nuovo, elemento aggiunto, cesella intricati pattern ritmici tesi a ridurre in polvere le vostre orecchie.

È puro magma sonoro quello prodotto dai Motorpsycho, materia hard-rock incandescente che strappa un lamento alle fauci aperte dell'inferno. Ghirigori e avvitamenti che sfidano la forza gravitazionale avvolgono Wishing Well, inaspettata e commovente take presa da Starmelt, dando prova di un animo proteiforme e imprendibile.
Qui le chitarre sono morbide, il drumming di Kapstad, accennato appena, e le atmosfere eteree si uniscono alla stupenda Landslide di Phanerothyme, un album rivalutato dai detrattori del tempo.

Non manca lo spazio per il proiettile ad alto poter di penetrazione Kill Devil Hills, estrapolato da Black Hole Black Canvas, altro lavoro passato quasi inosservato qui in Italia.
La demoniaca The Alchemyst (da non confondere con il brano dei Witchcraft in cui la y è sostituita con la i) è un'intricatissima cavalcata, presa da Little Lucids Moments, che fonde tutti gli elementi base della band fornendoci una nuova lega, resistente ed elastica, capace di sopportare accelerazioni devastanti adatte per questo viaggio nell'iperspazio.

Il basso di Bent vi guiderà fra le costellazioni, mentre la ritmica schiacciasassi di Kenneth farà da propulsore inesaurible su cui le chitarre di Snah disegneranno, man mano, la via da seguire.
In una sola parola: formidabili!