Munch Munch – Double Visions

Se è un cd natalizio che cercate, uno di quelli che scandisca il tempo in cui scartate un regalo mentre nell’aria assaporate il profumo di cioccolata calda, beh, siete fuori strada. Tuttavia, se cercate un album luminoso, acceso e colorato come il vostro albero, il sentiero è quello giusto.

Double vision è un album ricco, ricchissimo di suoni, di tonalità, di rumori, sfugge via ad un ascolto superficiale ma sa farsi rincorrere offrendo ottimi appigli per l’orecchio e per il nostro senso del ritmo. Crescendo e lasciandosi apprezzare di ascolto in ascolto.

Diciamolo subito: i dieci pezzi proposti non sono per niente facili, d’altra parte non poteva essere altrimenti, dato che, nella struttura e nei toni, strizzano continuamente l’occhio a Islands e Animal Collective. Se avete presente di chi parlo, allora avrete già immaginato bacchette, tastiere e incomprensibili aggeggi elettronici; se invece non lo sapete, preparatevi a non capirci niente. Preparatevi ad entrare in una stanza in cui il disordine regna sovrano.

Per dovere di cronaca, i Munch Munch, tre ragazzi e una ragazza, nascono e crescono a Bristol, nel Regno Unito, no so dire se siano stati ragazzini prodigio e se a tre anni già qualcuno di loro sapesse suonare ad occhi chiusi il notturno di Chopin, ma non credo. Credo che crescendo abbiano però maturato una personale idea di libertà e cerchino, con ogni strumento, di trasmetterla nei loro brani. Perché se ne fregano se infondo un passaggio può risultare aspro, anzi a loro piace così e, a chi riesce a seguirli, anche.

Bellissimi i ritmi incalzanti di Bold Man Of The Sea, uno dei pochi momenti più orecchiabili insieme alla spettrale Wolfman’s Wife, e di Autumn Mask, in cui percussioni e voci si inseguono per tutto il tempo. Sorprendenti i continui cambi di ritmo e registro di Night Corner. I Munch Munch ci trovano gusto a spiazzare, giocano con il legno, con i campanelli, con l’elettronica, con l’intonazione a volte stonata della voce: quello che ne esce è un elettro-pop-folk-psycho-sperimentale-minimalista. Tutto chiaro? No?

Dovreste mettere un po’ d’ordine forse.

E allora continuate ad ascoltare, e riascoltare, e riascoltare e i pezzi si sistemeranno gradevolmente al loro posto…