Murphy, Elliott – Notes From the Underground

Murphy, Elliott – Notes From the Underground

Salutato inizialmente come l’erede di Bob Dylan, Elliott Murphy vanta una carriera importante e cosmopolita, nonostante il suo nome sia alquanto sconosciuto al di fuori degli addetti ai lavori. Ormai da anni ha deciso di stanziarsi in Europa, paese che gli sta riservando maggiori riscontri di
successo rispetto alla madrepatria statunitense.

Il suo ultimo lavoro, “Notes from the underground”, è un ottimo dosaggio di tradizione country anni 70 e raffinatezza rock di stampo britannico. Già dalla prima traccia siamo catapultati nel suo immaginario musicale, ricco di rimembranze “Dylaniane” in salsa Bowie.

La prima traccia “And General Robert Lee” è una tipica cavalcata country ma dotata di una raffinatezza e semplicità che la potrebbero rendere immortale.
Bellissima la ballata “On my mind” che ci riporta all’ultimo Jagger, offrendo un rock maturo ed essenziale accompagnato da una voce calda e convincente.

La successiva “Ophelia” strizza l’occhio invece alle più romantiche sonorità dei Dire Straits, citati anche nell’affascinante e conturbante Razzmatazz; nella parte centrale del suo lavoro, Elliott ci fa
immergere nelle atmosfere fredde ma limpide e solari della Scandinavia: “Crepuscule” e “Scandinavian skies” possono essere tranquillamente ascoltate su una panchina degli immensi parchi di Malmoe, preferibilmente in compagnia di un’algida bellezza.

L’album procede gustosamente verso la fine, grazie anche alla presenza dei Normandy All Stars, la band che accompagna Elliott non solo in studio ma anche in tour, e che vede Olivier Durand alla chitarra; Kenny Margolis (ex-Mink Deville & Cracker) ha suonato le tastiere mentre Gaspard (figlio di Elliott) ha suonato la chitarra in un brano.

Il sodalizio fra tradizione statunitense e underground europeo rende questo lavoro di Elliott una necessaria presenza nella collezione di qualsiasi amante del rock meno scanzonato, ma più maturo e introspettivo.