Nonexistence – Nihil

Nonexistence – Nihil

Copertina nera, compact nero, artwork astratto quel tanto che basta per non danneggiare l'impatto visivo minimal-nichilista. Un rapido colpo d'occhio al retro, una smorfia. "Cosmic Doom Black Metal". Una scrollata di spalle, tanto per fugare cosmici dubbi. Play.

L'iniziale scetticismo va scemando assieme al crescendo dell'intro, probabilmente il pezzo piu "Black" di tutto l'album. Niente di innovativo, com'era facile prevedere, subito alla mente i Dimmu Borgir… nonostante questo il primo impatto è piu che buono. Percorsi strumentali e vocals intimamente amalgamati tra un Melodic Black etereo e un melanconico e doloroso Doom prendono vita per mano dell'unico artista che si cela dietro il nome Nonexistence, Philip Santoll. Le dieci tracce scorrono veloci, tra atmosfere oniriche e riff graffianti, anche se alcuni passaggi lasciano un po' perplessi, forse proprio per via dei rimandi (soprattutto nei vocals) a mostri sacri come Cradle of Filth e Shining. Se da una parte Nihil farà storcere il naso a Blackster e Doomster piu intransigenti, dall'altra saprà certamente farsi apprezzare per l'accuratezza con cui è stato composto e per la "armonia cosmica" che lo caratterizza e lo eleva dal resto delle produzioni che affollano il genere.