Nut – Gravità Inverse

Divinità egizie pronte a "divorare" il sole al tramonto per darlo nuovamente alla luce al mattino, inghiottendo note ed emettendo sonorità rock oniriche e pungenti, sono le linee musicali ispiratrici dei Nut (Matteo Sciocchetto: voce e chitarra; Matteo Puoti: basso ed effetti; Matteo D'ignazi: batteria, percussioni ed elettronica), band pisana al primo full length, Gravità Inverse, dopo l'ep HAPAX. L'album è stato prodotto e mixato da Giulio Ragno Favero (One Dimensional Man, ZU, Il Teatro degli Orrori), registrato al SAM Studio di Pisa e masterizzato da Giovanni Versari al Nautilus Mastering di Milano; vanta inoltre le collaborazioni di Nicola Manzan (Bologna Violenta) nei brani Il sarto e Abiti, e Marina Mulopulos (Almamegretta, Malfunk, Tilak) nel brano Mosaico. Gravità Inverse è un disco che fluisce inseguendo ritmiche vigorose e taglienti e lambendo sonorità alt- rock e certi territori post rock e prog, macchiandole di artifici sintetici. I testi sono carichi di significati intrinsechi profondi e poeticamente graffianti; il sound alterna dilatazioni e aggressive incursioni acustiche, restituendo intarsi di sonorità delicatamente atmosferiche (Orme Sovrapposte), malinconiche (Evadi) e più marcatamente irruente e incalzanti (Inchiostro Sprecato) per un album dagli arrangiamenti ben fatti e dalle composizioni sapientemente curate. Gravità Inverse è in definitiva un cielo rock che, al confine tra giorno e notte, tra sonno eterno e rinnovamento continuo, evoca suggestioni, "nascite divine" e magiche elaborazioni strumentali.