Orange – Certosa

Orange – Certosa

Gli Orange – combo che vede Enrico Buttafuoco alla batteria e Francesco Maria Mandelli, sì il vj di MTV, alla chitarra e voce – danno alle stampe una bella prova d’esordio capace di regalarci una mezz’ora niente male.

“Certosa” racconta in dieci brevi episodi una Milano inconsueta, o per meglio dire vista dall’ottica particolare dei due ragazzi che ci descrivono – in un intreccio azzeccato di italiano e inglese – situazioni di cantine, sale prove e feste casalinghe. Insomma una visione personale su una cifra stilistica che va invece rintracciata nella somma di varie derivazioni: garage di stampo anglosassone, sterzate e accelerazioni tipiche del post punk e una bel melange di suoni spesso taglienti, e in qualche caso anche piacevolmente arrotondati. Sorrisi amari (“M.N.E.N.Y.” acronimo di Milano non è New York) che si alternano a situazioni più inquinate (“Giacomino Sedated”) creano un percorso sonoro tumultuoso che rende l’ascolto vivo e senza distrazioni. Certo, a voler trovare un difetto, a volte sembra di trovarsi di fronte a una fotocopia stropicciata dei migliori Strokes, ma è comunque un bel sentire.

Le premesse per un fiasco c’erano tutte; scagliarsi contro la figura ipermediatica di Mandelli sarebbe stato più facile, ma qui si è cercato di dare merito a un buon progetto che trova in “Certosa” un punto di partenza solido verso un futuro probabile