Oslo Tapes – Un cuore in pasto a pesci con teste di cane

Oslo Tapes « Un cuore in pasto a pesci con teste di cane » è un progetto musicale a più mani che ricorda in struttura e titoli il buon cantautorato alt-rock all'italiana stile Afterhours, Marlene Kuntz, Verdena – solo per citarne alcuni tra i più noti. Ma in realtà ad un ascolto più attento – e qui viene il bello e l'inaspettato – ci si trova di fronte a qualcosa che con il nostrano – a parte le parole dei testi – ha ben poco a che vedere. A capo alla produzione artistica degli Oslo Tapes ci sono infatti l'italianissimo Marco Campitelli (The Marigold) e il francese Amaury Cambuzat (Ulan Bator), e che un certo french touch sia il filtro catalizzatore dell'intero album è in parte deducibile sia dal titolo di alcuni brani come « Impasse », « Les élites en flammes », « Crocifissione privée», sia dal mixaggio e mastering delle melodie. Un discorso a parte merita il pezzo « Elogio », vera e propria orazione in lingua antica (una sorta di greco/esperanto) con strazianti e malinconici suoni ambientali di sottofondo (stormi di uccelli, guaiti di cani in lontananza, vecchie locomotive) che restituiscono magistralmente un'atmosfera arcana, esoterica, misteriosa. Nel complesso Oslo Tapes resta un lavoro interessante da scoprire, anche se pecca forse di poca originalità concettuale. I suoni reiterati, cupi, a volte graffianti restituiscono un'immagine più nordica che latina e si comprende forse allora la scelta del nome della fredda capitale scandinava a titolo dell'intero progetto.