Ossi Duri – Scadenza Perfetta

Ossi Duri – Scadenza Perfetta

Per capire quale sia l’attinenza e l’approccio artistico degli Ossi Duri bisognerebbe – prima di ascoltare il nuovo concept album “Scadenza perfetta” – dare un’occhiata alla sezione “chi siamo” del loro sito internet, dove i ragazzi sono ritratti in pose alternative: chi nudo con la zona x coperta da una chitarra; chi beatamente seduto sulla tazza del cesso; chi con le chiappe alla luce del sole. Insomma tira aria d’ironia e spregiudicatezza, che per fortuna investe magnificamente anche le dieci tracce dell’album

Detto della viscerale e dichiarata passione per i sentieri zappiani – percorsi piacevolmente in più occasioni – i cinque giovani piemontesi si fanno voler bene dagli affezionati alle strutture musicali inusuali e da tutti coloro che amano il suono che si rifà alla bella tradizione del prog-rock settantiano e alle classiche atmosfere jazzy. Questo grazie alle innegabili capacità tecniche della band e anche all’apporto di una nutrita schiera di ospiti – in particolar modo spiccano gli interventi di Alberto Borio (trombone) e Maurizio Rosa (sax) – i quali riescono ad ampliare un discorso mai scontato e dalle molteplici chiavi di lettura. Colpiscono, fin dal primo ascolto, due tracce in particolare: “Kentucky Fried Chicken”, per via di un’amalgama sonora da grande gruppo, e “Sezione del Junko”, dove fa capolino il contrabbasso di Furio Di Castri. Per il resto è un bel sentire, sempre colorato e zigzagante.

Certo, il riferimento a Zappa a volte sembra un po’ troppo marcato, quasi al limite della mera clonazione, ma se questo è l’incipit, l’ispirazione madre, allora per il futuro dagli Ossi Duri ci dovremo aspettare solo grandi prestazioni.