Our Brother The Native – Tooth and Claw

Our Brother The Native – Tooth and Claw

Incredibilmente singolare la storia di questo trio americano. Tre allegri ragazzini(due di sedici e uno di diciotto anni: 50 anni in tre all’epoca dell’uscita del disco!) si conosco nel 2004 via internet e iniziano a scambiarsi a distanza materiale e idee musicali. In breve tempo questi scambi diventano vere e proprie jam session virtuali dove le intuizioni di ognuno si fondono insieme amalgamando un contesto che sposa abilmente la musica tradizionale con i tempi che corrono.

A chiudere il cerchio contribuisce il fatto che la prima esibizione dal vivo del gruppo coincida curiosamente con la prima occasione per incontrarsi, ma, a dispetto di tutto ciò, quello che il terzetto propone è un discorso molto valido sotto molti punti di vista. Il frutto di questi andirivieni virtuali si esprime in brani carichi di malinconia, particolarmente inclini alla tradizione folk americana, il tutto immerso in tonalità pastello dove affiorano ricordi d’infanzia, cantilene, nenie notturne. Intanto, sullo sfondo,

un esercizio continuo di sfrigolii, pulsioni droniche e fruscii sporcano chitarre che sembrano strimpellare struggenti melodie davanti a un falò, accompagnate da armonizzazioni di voci androgine, talvolta inquietanti ma sicuramente d’atmosfera. Potrebbero essere facilmente apostrofati come fratellini minori degli Animal Collective o delle Cocorosie, ma sicuramente, nonostante la non assoluta originalità della proposta, il trio fa ben sperare per il futuro panorama indie, data l’abbondanza di qualità nelle affascinanti composizioni e, ovviamente, la giovanissima età dei tre.