Outopsya – Sum

Outopsya – Sum

Nello scrivere la recensione di un album, non è molto elegante mettersi a fare l’elenco delle somiglianze e citare le attinenze con le altre realtà affiorate durante l’ascolto, ma probabilmente gli Outopsya saranno ben lieti di trovare in queste righe a loro dedicate i nomi di giganti come Tool e Frank Zappa.

Dopo una serie di demo autoprodotti, molti concorsi e anche la sonorizzazione di film muti, per il duo trentino arriva il momento del loro “Sum”, disco d’esordio interamente composto e prodotto dal polistrumentista Luca Vianini. Si tratta di un album pensato, suonato e realizzato con grande caparbietà d’insieme, con energia creativa (da qui il richiamo alla band losangelina) e con quel pizzico di velato sarcasmo, misto a fantasiosa genialità, che in alcuni passaggi ricorda le lezioni del maestro di Baltimora.

Ma gli Outopsya hanno anche, e soprattutto, una propria personalità, che si manifesta nella struttura sonora capace di allacciare in un’unica maglia l’irruenza del metal, le variazioni tematiche del prog, e le sorprendenti nervature elettroniche. Insieme che si dilata in otto brani molto articolati e tendenzialmente distanti dalle facili soluzioni melodiche.

A completare il quadro al fianco di Vianini, autentico nucleo creativo di questo progetto, il bassista Evan Mazzucchi e, in un paio di passaggi, la voce di Ylenia Zenatti abile ad impreziosire un album robusto e ben confezionato. E per un debutto, non è poco.