Padrini – Star Wars

Padrini – Star Wars

“Una band che si diverte per un disco che diverte”. Basta l’esaustiva definizione della Snatch Records per raccontare l’esordio dei cagliaritani Padrini. Sulla scia di band californiane quali Blink 182, Offspring, NOFX o rimanendo in Italia I Tre Allegri Ragazzi Morti, gli isolani Padrini si dedicano anima, cuore e molto sudore ad un college punk leggero, sporco e fortemente autoironico. Chitarre sferraglianti ed una sezione ritmica tesa e potente aprono l’iniziale “Tattoo song” dove un testo breve ed esplicito…. ci introduce a perfezione nel Padrini’s world.

L'atmosfera non si distende e rimane infuocata con la goliardica “L.C.S. Punk”, deliziosa ballata punk con incursioni di slang sardo. Seguono a ruota le crisi adolescenziali gridate in “Scooter” e “Instabile” dove ritornelli slogan si appiccicano in testa al primo ascolto. Ad eccezione dell’hc melodico de “La mia ragazza” e “Miki lovesong” il resto dei brani non si allontanano mai da un punk energico e ruspante senza alcuna pretesa di sperimentazione o intellettualismi vari.

Menzione particolare spetta alla cover di “Where is my mind” dei Pixies, dove i Padrini dimostrano di avere la stoffa dei veterani nell'affrontare senza nessuna reverenza un brano tanto famoso. In chiusura due brani tanto autoreferenziali quanto autoironici come “Il fan dei Padrini” e “Tarantooledoo” sembrano proprio ribadire la faccia tosta di questi “ragazzacci” che per coraggio e spavalderia ricordano i più rockettari Ministri.

Auguriamo a loro la stessa fortuna ed il veloce successo del gruppo milanese.