Palcoscenico al Neon – Disordine Nuovo

Palcoscenico al Neon – Disordine Nuovo

La rivoluzione non è un pranzo di gala
non è una festa letteraria,
non è un disegno o un ricamo;
non si può fare con tanta eleganza,
con tanta serenità e delicatezza,
con tanta grazia e cortesia.
La rivoluzione è un atto di violenza.
Mao Tze Tung

I Palkosceniko al neon (Enrico – voce e chitarra, Lorenzo – basso e voce, Simone – batteria, Stefano – voce e Lele – chitarra) sono un collettivo di “lotta” acustica dalle sonorità rosso-arancio. La loro “militanza”, lunga cinque anni, ha prodotto tre cd (Ikonoklasta del 2005, Resistenza minore del 2007 e l'ep Lungo la strada del 2009). Il 5 febbraio 2010 uscirà la loro ultima creazione: Disordine Nuovo.

L'album in questione è un “manifesto”, un “libretto rosso” del proletariato dal forte contenuto politico e sociale, che sputa suono e parole scritte in note purpuree su uno striscione bianco crossover. I pezzi si susseguono intrigando l'ascolto con scariche elettriche di noise, hardcore e metal, sorretti dalla presenza di importanti personalità dell'underground capitolino come Alessandra Perna e Carlo Martinelli dei Luminal, Daniele Coccia e Cristina Badaracco dei Surgery, Matteo Castaldi “Dj Freak” di Surgery e Radio Rock.

La violenta rivoluzione si compie brano dopo brano con A un passo da me, La mia scena, la paralizzante Paniko #2 e Lungo la strada. Emerge poi la voce del popolano Ciceruacchio/Angelo Brunetti/Nino Manfredi di In nome del popolo sovrano. Subito riprende l'impeto sovvertitore di Su i Comunisti della Capitale!, l'atto d'accusa Perdere, le angosce sonore di Incubi e Passo dopo passo. È la volta di Dj Freak e di Carta Bianca e la “manifestazione” in musica si conclude con: Dè Andrè, Antidoto e Disordine Nuovo.

Immersi nel sound potente del loro Disordine nuovo, i Palkosceniko al neon usano la musica come arma di rivoluzione, pronti a sobillare le umili masse contro un “mondo governato dal potere, la massoneria e dio”.

Dobbiamo fare in modo che la letteratura e l'arte si integrino perfettamente nel meccanismo generale della rivoluzione, diventino un'arma potente per unire e educare il popolo, per colpire e annientare il nemico, e per aiutare il popolo a lottare contro il nemico con un cuore solo e una sola volontà.

Mao Tze Tung