Perturbazione – Pianissimo fortissimo

Perturbazione – Pianissimo fortissimo

I torinesi Perturbazione continuano a muoversi con discrezione nell’ambito rock di casa nostra, senza far troppo chiasso e senza dar peso alla quasi totale indifferenza del grande pubblico.

Questo Pianissimo fortissimo ribadisce che la qualità spesso non si sposa con la quantità di copie vendute, anche se, per Tommaso Cerasuolo e soci, sarebbe l’ora giusta d’iniziare a raccogliere i frutti di una semina così ben fatta.

Dieci brani piacevolissimi, misurati. Chi li ascolta può scegliere di addentrarsi con impegno tra le pieghe concettuali dei testi e tra le sfumature che ne determinano la grandiosità o farseli scorrere addosso come sottofondo di vita quotidiana.

Canzoni che non hanno fretta, consapevoli della loro bellezza, che iniziano con molta tranquillità, celano ritornelli mai banali, per farsi poi apprezzare per la loro complessità.

Un contesto dove la voce di Cerasuolo viaggia in armonia con i timbri e i colori pastello di ogni frase. Il violoncello di Elena Diana dona una grande spazialità. Gli interventi mirati degli ospiti sono frutto di un gusto nel fare le cose veramente notevole, intelligente, armonioso. Vedi Battiti per minuto; il violoncello crea la base emozionale, la voce è sottolineata dalla fisarmonica di Daniele Contardo e nel finale la tromba di Giotto Napolitano guida la linea melodica di questo piccolo capolavoro. Nel mio scrigno regala momenti dal ritmo più sostenuto, Brautigan (Giorni che finiscono) riassume la coralità della band e l’ariosità di una scrittura di spessore.

Difficile trovare punti deboli ad un lavoro che probabilmente (almeno è questo l’auspicio) rappresenterà un capitolo decisivo nella storia dei Perturbazione, un gruppo che, a dispetto del nome, sprigiona momenti di cielo sereno e luminosa inventiva.