Pontiak – Maker

Pontiak – Maker

Dopo l'esordio Sun on Sun, ritornano dalla Virginia con furore i tre fratelli Carney: Lain (batteria), Van (voce e chitarra), Jennings (basso).
Maker è un riff crudo e rurale, una strada polverosa fatta di rock, blues, stoner e psichedelia, un soffio vocale da ascoltare al chiaro di luna.
Tra rarefatte atmosfere desertiche e quiete profondità, meditative eclissi sonore e furiosi tifoni ritmici si procede a piccoli passi in vista della titanica title-track.

Laywayed è un flusso chitarristico con zampilli vocali. Blood Pride è costellato da siderei accordi blues. Nella vorticosa Wax Worship sono le percussione, una flebile linea vocale e una farneticante chitarra a risorgere dalle tenebre. Headless Conference è una rapida insania acustica mentre Wild Knife Night Fight è un selvaggio coltello noise che combatte l'oscurità. Heat Pleasure è puro caos primordiale. Aestival ha i toni più pacati e meditativi di una solitaria ballata. Maker è il magma pulsante dell'album, un big bang di suoni con esplosioni di riff infuocati. Tredici minuti e mezzo di schizofrenia cosmica. Seminal shining è una dolce e orecchiabile melodia rock accompagnata da voce e chitarra. A chiudere Honey e il blues malato di Aasstteerr.

L'album suona alla grande. È un disco autentico come il forte legame con la propria terra di questi caratteristici cowboys della Virginia.
N.B. “All tracks were recorded live”.