Queen Adreena – The Butcher and the Butterfly

La colonna che segnala il genere di musica degli artisti caricati sul nostro iTunes segnala "unknown". Sconosciuto. I Queen Adreena sfuggono a qualsiasi controllo, a ogni categoria. Scomparsi nel nulla nel 2008 dopo aver pubblicato Djin, quello che forse è il loro capolavoro, il gruppo della riot grrrl Katie Jane Garside ci torna in testa all'improvviso, come accade per un amore passato che oggi non avrebbe senso. Vive, tuttavia. Ancora lì da qualche parte, sottopelle. Non siamo cambiati tanto, in fondo, se questa musica fa ancora vibrare qualcosa. Molto, in effetti. Un disco così potente è duro metabolizzarlo. Così duro da averlo dimenticato. E invece non era vero, era ancora lì. La bellezza intatta, l'energia sempre poderosa. E una voce che se fosse una fede al dito sarebbe il matrimonio più perverso mai celebrato. Una Regina sboccata prende fiato e passeggia sulle linee scure del basso, calpesta le buone maniere con una bottiglia di vino rosso in mano e ammira una farfalla poggiarsi sul microfono, pulendosi le labbra sporche di rossetto. I Queen Adreena celebrano una bellezza fastidiosa, di quelle che l'invidia del gregge relega a diversa in quanto non china la testa a squallidi ammiccamenti. Vola alta, invece. A ritmo sostenuto, con chitarre dal trucco rovinato. Incessanti e splendidi negli abiti sicuri della noncuranza questi ragazzi fanno parte di un piccolo gruppo, quelli che scrivono canzoni perché è necessario bruciare invece di starsene al caldo sotto il sole. Non hanno nessuno da compiacere. Semmai da distruggere. Non ridono e non piangono. Disegnano un ghigno a mezza bocca, consapevoli che nessuno suona come loro. O quasi. Ma sulle loro rive c'è la Regina, invidiata persino da Sua Maestà Courtney Love. Bello crogiolarsi in un amore scomparso.