Quinten – Personale

Quinten – Personale

Solo a tenerlo in mano, l’album dei Quinte trasmette un misto di sensazioni variegate, che vanno dalla competenza per le scelte cromatiche a una forse eccesiva dose di pomposità intellettuale. Le impressioni vengono confermate dalla strada stilistica scelta dal gruppo, che mescola richiami folk d’oltreoceano (il lato più acustico e tranquillo dei pearl jam con un tocco di Dave Matthews) a caldi sapori mediterranei (l’esempio più limpido è l’attacco dell’album, che passa dalla fisarmonica a Seattle nel giro di qualche secondo).

La dolcezza delle due voci è incantevole, anche se quando viene condita in salsa jazzista risulta forse eccessivamente melensa e piena di sé. La forza di questo gruppo rischia anche di essere il grande limite. Meglio sicuramente i pezzi in lingua inglese, perché l’italiano rende le atmosfere troppo forzate e metricamente banali.

L’ascolto dell’intero album è sicuramente piacevole, adatto al bisogno di tranquillità dell’uomo moderno, un quadro dai colori intensi, soffici e avvolgenti, da contemplare senza il rischio di essere colpiti nella sindrome di Stendhal

link al sito: www.quinten.it