Raconteurs – Consolers of the Lonely

Raconteurs – Consolers of the Lonely

Non abbiamo fatto in tempo a smettere di canticchiare il motivetto di Steady, As She Goes, che già i Raconteurs son tornati con un nuovo album. Leggenda dice che questi quattordici brani siano stati buttati giù subito dopo la realizzazione del precedente Broken Boy Soldiers, ma realizzati definitivamente a marzo di quest’anno.

Ma partiamo dall’inizio. Per chi di voi venisse dalla terra dei canguri, parleremo dei Saboteurs, nome che la band di Nashville è stata costretta ad assumere in Australia per evitare omonimie. Per chi di voi sapesse già tutto e fosse già fan accanito del gruppo, parleremo del loro nuovo cd, Consolers Of The Lonely. E per chi di voi, infine, fosse distratto, e ancora non lo sapesse, parleremo del progetto solista del cantante e chitarrista dei White Stripes, quel rosso-nero-bianco Jack White. I Raconteurs appunto. Solista, poi, si fa per dire, dato che questa nuova band ha tutto il sapore di una rimpatriata fra amici: primo fra tutti il cantautore Brendan Benson, accompagnato da bassista e batterista dei Greenhornes.

Tanto per citare la famosa rivista musicale Rolling Stone, ne vien fuori “una beata e drogata conversazione fra White e Benson sui loro gruppi preferiti: Led Zeppelin, The Who e Badfingers…”
Già dal loro primo album, infatti, erano evidenti le influenze rock degli anni 60 e 70 e, con la realizzazione di Consolers Of The Lonely, la strada percorsa è la stessa. Niente sorprese, quindi, per quei fans citati prima, ma una piacevole conferma di voce graffiante e schitarrate distorte, il tutto condito da un’attitudine lo-fi che raramente abbandona il nostro Jack. Momenti particolari sono You Don’t Understand Me, fuori dal coro, in cui il pianoforte fa da stiloso filo conduttore per la voce, inaspettatamente azzeccata, di White. Ancora Old Enough dal gusto country, il blues di Many Shades Of Black, Pull This Blanket Off, che fa venir voglia di sentirla cantare a Mick Jagger, e infine il climax del racconto incalzante nella conclusiva Carolina Drama.

Un album suonato e cantato da quattro amici che si divertono, perfetto per essere ascoltato fra amici. Un album immediato, nel suono e nel concetto, uscito senza la minima operazione di marketing.
Sul sito ufficiale del gruppo si può leggere chiaramente che “questo non è il solito disco e questa non è la solita band. Fare le cose con un pizzico di originalità fa parte del divertimento”.
Da parte nostra… Come dargli torto?