Radiohead – The King of Limbs

Le note sono 7. L'umana ispirazione tende a + o – infinito.Se avete già “pre-ordinato” The Kings of Limbs, l'ultima opera d'arte dei Radiohead, starete pensando la stessa cosa. Anzi starete facendo avanti e indietro con il cursore del vostro I-tunes ad ascoltare per la (almeno) dodicesima volta la seconda traccia, Codex.Ecco, il codice della musica è racchiuso in quei 5 minuti di sinfonia, accompagnata dalla voce, un po' meno struggente del solito e forse un po' più speranzosa, di Thom Yorke.Anzi, definirei tutto questo album un inno alla “Speranzia”. Questo mio neologismo vuole indicare lo stato d'animo in bilico fra l'ansia di vivere in un mondo grigio e decadente (quello, per intenderci, in cui danza freneticamente Thom nel video di Lotus Flowers), e la speranza che qualcosa possa finalmente migliorarci lo spirito.L'ultima opera dei Radiohead viaggia così, fra i beat epilettici post-moderni, industriali, ruvidi, digitali e discreti, nel senso più puro del termine. Un discreto che non è solo un sussurrare concentrato di arte, ma anche una divisione, una frammentazione dell'espressione sonora, un continuo nastro di Moebius che porta la melodia a interrompersi e tornare al punto di partenza.La divisione in tracce non conta, non serve conoscere i titoli di questo ennesimo gradito ritorno degli Oxfordiani. Si passa, come accennavamo prima, dalle convulsioni ingovernabili a suoni più analogici, caldi, grondanti di sofferente rinascita. Ritorna la speranzia che fin da Kid A porta i Radiohead a muoversi nel limbo della musica, nell'oblio della dimenticanza, nella viscerale agonia dei fiori di loto.Per rifiorire, per risollevare, per vivere intimamente la crisi dei valori musicali e per redimersi dal peccato originale di aver ascoltato altra musica all'infuori da questa, finora.Si ma l'album?? Dicci qualcosa di più delle canzoni?? No, chiudete questa inutile pagina di recensioni e andate a lavorare; guadagnatevi 40 euro, compratevi il disco (nell'edizione completa di Cd, vinili, cartoline e tutto il popo' di roba che solitamente guarnisce il ricco piatto dei box dei Radiohead) e ricaricatevi del tempo perduto a sgobbare per qualcun altro che non sia la vostra anima.