Raggi, Chiara – Molo 22

Chiara Raggi – Molo 22

Buona impostazione, timbro caldo e avvolgente, interpretazione da artista navigata. Sono queste le caratteristiche che rendono la voce di Chiara Raggi – cantautrice riminese, classe ’82 – il motivo per apprezzare “Molo 22”, disco di debutto certamente sopra la media del songwriting italiano.

Un album che sa di mare – dalle atmosfere nostalgiche di una passeggiata in settembre a quelle più spumeggianti di una giornata di sole – e di sentimenti, quelli veri però, lontani dalle sviolinate di facciata. Chiara racconta attraverso dieci canzoni la propria visione delle cose, in maniera spontanea e senza dover ricorrere a facili cliché, adagiando le parole su un tappeto musicale pacato, piacevolmente virato dalla profonda malinconia tipica del sudamerica. In tal senso contribuiscono in maniera decisiva le percussioni di Gilson Silveira, i morbidi sfondi del clarino di Leonardo Endici Baicon e un azzeccato arrangiamento curato dal chitarrista brasiliano Roberto Taufic Hasbun, in grado di mettere in luce le innegabili capacità vocali di Chiara; la quale ci ammalia negli andamenti ondeggianti di “Moschina” e in quelli briosi della splendida “Il viaggio”, e anche quando i pensieri sono detti sottovoce (“Inesorabile fragilità”) o appena accennati (“Angelo rosso”).

“Molo 22” è un disco che conquista con lentezza e ci rimette in linea con i ritmi della natura; capace, anche solo per attimo, di innescare un processo mentale che ti porta distante dalla realtà, fino a lambire coste lontane e posti magnificamente tranquilli.