Rival Sons – Pressure And Time

Long Beach è la patria dei Rival Sons che, anticipando con un ep omonimo l'uscita del loro secondo disco intitolato Pressure And Time, si presentano come una delle uscite più interessanti di questo 2011.
Cosa suonano?
Una miscela ad alto potenziale incendiario di blues, hard-rock e psichedelia con riferimenti ai Led Zeppelin.
Ma c'è altro, una specie di funky intrappolato nelle strutture fa capolino conferendo alla band una sorta di mutazione genetica perfettamente riuscita (Pressure And Time).
Il loro singer Jay Buchanan si piazza sui binari che furono dell'inarrivabile Robert Plant, spingendo la voce cristallina, e d'alta estensione, oltre i limiti consentiti. Il sound è puro malto seventies senza però cadere nella scopiazzatura stucchevole. Citano i Lynyrd Skynyrd, i Black Crowes e molti altri.
Questo vi dovrebbe scoraggiare?
Affatto, la band suona benissimo e mostra uno stile che molti possono solo sognare.
Si potrebbe dire che nell'intero disco ci sono disseminato pezzi di dna di varie stelle degli anni settanta. È altrettanto vero che la band ha personalità, ciò gli permette di ridersela sorniona di fronte a qualunque accusa di plagio o di mancanza d'ispirazione.
L'equilibrio (fra le parti) delle composizioni è identico per tutta la durata del disco. Nienteo scivoloni o cadute di stile, il sound sembra essere registrato quasi in presa diretta, probabilmente per manterene freschezza su disco e per l'esecuzione dei brani dal vivo.
Inutile sottolineare che la prova del cantante è di un livello superiore, sia tecnicamente che per la personalità, i momenti in cui sfrutta l'ugola in Gypsy Heart farebbero sorridere di gusto anche mr. Robert "PERCY" Plant.
Da segnalare in chusura le due splendide ballate, dal tiro micidiale, Face Of Light e Soul.
Fatevi un regalo di Natale con i controfiocchi, lasciate perdere le produzioni ipermuscolari che hanno invaso il mercato, sono solo una bolla che presto scoppierà lasciando un vuoto cosmico, affidatevi alle sapienti mani dei Rival Sons.