Roberto Angelini – Phineas Gage


 Le varie evoluzioni artistiche di Roberto Angelini, a tre anni di distanza da La Vista Concessa, vengono incarnate, modellate, rivoluzionate e trasformate nel suo nuovo lavoro, Phineas Gage.

Il disco è trainato dai semi della sperimentazione che oltre alle “movenze” cantautorali interagiscono anche con trame elettroniche e derive ambient. Phineas Gage contiene infatti un piglio melodico/pop che ben si fonde al sound acustico, alle venature folk e ai tappeti sintetici, tra suoni raffinati, rumorismi lontani e ruvidezze melodiche.

Il titolo è allegoria del cambiamento, richiamo alla storia di un operaio statunitense, sorta di emblema della mutazione personale e di una metamorfosi musicale.

Si susseguono così tracce strumentali iniettate di elettronica (Nella testa di Phineas Gage, Felafel), morbide ballate (Cenere, Roma mia d'estate), suggestioni rarefatte (Gibliterra), blues singolari (Blues Senza Mutande) e un'interessante cover di Nick Drake (Black Eyed Dog).

L'album è dunque un gioco di alterazioni ritmiche, rimandi e filtri contenutistici che narra di paesaggi sonori qualitativamente validi, di elegante ricerca e commistione di suoni.