Sakee Sed – Bacco

I Sakee Sed sono in due, Marco Ghezzi e Gianluca Perucchini, ma si circondano di una “familia” allargata che li protegge da passi falsi, aggiungendo, ognuno a suo modo, un tocco prezioso sulle idee prodotte da queste due teste “ben pensanti”. “Baco” è un ep di cinque brani, l’opener viaggia sulla ritmica vicina a Black To Comm degli Mc 5, ma molto meno aggressiva. Nonostante le contaminazioni pur sempre di rock si tratta ma sbilenco, con strane aperture melodiche inaspettate e maledettamente intriganti.
Quale miglior ingrediente per renderlo ancora più caldo e desiderabile se non quello prodotto dal Dio Bacco? Questa autoproduzione vanta ballate sghembe che non disdegnano sax e pianoforte, mischiati al resto ti segano piacevolmente le gambe focalizzando la tua attenzione sui profumi della musica (Oggi). Il cambio repentino di "Repetita Iuvant" ci fa sognare altri lidi, la voce s’incrina, le chitarre salgono come le maree e fra un’onda e la successiva risacca spunta un violino delicato come la mano armoniosa di un maestro della tela. Il finale arabeggiante ha l’andamento maestoso di un brano dei Sophia che flirta con Kashmir degli Zeppelin.
Chiude "Tralalala" strana nenia ovattata che sembra provenire da lontano, come il suono di una canzone a distanza.
Il 2011 dovrebbe essere l’anno del parto per il loro nuovo lavoro sulla lunga distanza, li aspettiamo fiduciosi.

Giuseppe Celano

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Una stanza 2 metri per 2 con alle pareti carta pesta mummificata ed ogni centimetro cubo riempito di ovatta a fiocchi spessi. Ecco la sensazione che i primi secondi di questo EP dei Sakee Sed trasferisce e che dura non appena entra la chitarra dal sapore stoner invocante un Josh Homme dalle produzioni recenti (Them Crooked Vultures, Queens Of The Stone Age). Ma c’è più di un elemento discordante e piacevole in questo quadro che sembra già noto: c’è un pianoforte che fa a cazzotti con la radice elettrica e cadenzata del sound e ci sono arrangiamenti di strumenti a fiato che riempiono le composizioni.

Identikit di come i Sakee Sed risulterebbero dal vivo, questo EP dal titolo “Bacco” prosegue perdendo un pò di mordente, tra ritmi rallentati e ripetitivi, nei quali la melodia sovrasta le idee e il tutto stringe l’occhio agli Afterhours meno incazzati. I suoni che inizialmente sembravano confezionati a dovere per risultare più grezzi, divengono pian piano confusionari e difficilmente digeribili, protagonisti nell’annebiare le capacità tecniche del duo che sta dietro questo progetto. Interessante l’intermezzo strumentale in “Repetita Iuvant” ma poco fruibile nel senso audio del termine, mentre “Tralalala” andrebbe riletta su un full lenght dove invece su un EP perde di significato, un lavoro di 17 minuti che porta con sé poca chiarezza su cosa sarebbe davvero in grado di esprimere questa band.

Marcello Zinno