Savoldelli Boris & Elliot Sharp – Protoplasmic

Boris Savoldelli & Elliot Sharp – Protoplasmic

Boris Savoldelli c’ha preso gusto. Dopo il riuscito “Insanology”, dove ci mise lo zampino il formidabile Marc Ribot, dà alle stampe “Protoplasmic”, un album incentrato sulla ricerca di vie espressive trasversali, dividendo i titoli di testa con l’incisivo chitarrista e manipolatore elettronico Elliot Sharp.

Si tratta di un disco dalla valenza tutt’altro che scontata. I due producono un’interessante matassa di voci, loop, suoni distorti di chitarra elettrica che spaziono dalla pura sperimentazione dell’iniziale “A-Quantic”, alle citazioni stratosiane di “Noises in My Head”, passando per una via labirintica, sconnessa, estraniante. Boris e Elliot centrifugano suoni in progressione, li deformano, in certi casi li maltrattano, diradano le certezze acquisite fino a rovesciare situazioni che cercano di risolversi verso un altrove possibile, anche se non sempre compiuto; ma, si sa, il prezzo da pagare all’azzardo è anche quello di ritrovarsi in qualche vicolo cieco (“Nostalghia”).

Album difficile sia da collocare in un’area culturale e tematica certa, che da digerire dopo l’ascolto: ci vuole un orecchio robusto, disposto al peggio, magari abituato a tali sollecitazioni, lontane, anzi lontanissime, dalle consuetudini e dai pigri cliché.